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Religione Società Storia

Il cuore francescano di Loro Piceno

Cinque secoli di storia tra fede, amministrazione della comunità e formazione culturale

I Frati minori conventuali sono presenti a Loro Piceno già dal ‘300, ma si hanno dubbi sulla chiesa presso la quale si stabilirono inizialmente. Certa è la data di consacrazione della chiesa di San Francesco ovvero il 1° maggio 1372, ma il convento venne terminato nel 1434.

La chiesa e il convento francescano sono stati molto importanti per il paese, poiché nei suoi locali venivano ratificati atti notarili, mentre la sacrestia ospitò fino al XVIII l’archivio comunale.

Nella seduta del 3 maggio 1570 il consiglio lorese rimetteva la cura del convento al padre provinciale e chiedeva espressamente di non ammettervi i frati del paese, assai numerosi e di mandarli in altri conventi.

Trascrizione1:

“In dei no[m]i[n]e amen .a.d. die 3. Maij 1570.

Congregato et adunato num[er]o creden[tia] co[m]m[un]is, et sindic[o] terræ Lauri in sala co[m]m[un]is in d[ic]ta

plactea [platea] ante d[ic]ta[m] .a.d. [?] et mandato spectabilium viroru[m] p[re]dictoru[m]

marci, bar[tolom]ei luchini, cecchiani bar[tolom]ei, et ant[on]ij p[re]d[ic]ti in =

liani prioru[m].

primo sup[er] petitione et expostitione p[er] Fr[at]rem iulianu[m] moffin =

nen[sem] co[m]missariu[m] dat[a] d[ic]tis d[omini]s priorib[us] facta circa guberniu[m] ecc[lesi]æ et

convent[us] s[ancti] franc[isc]i d[ic]tæ Terræ.

secundo q[uo]d videt[ur] d[ic]to num[er]o d[e] q[uod]a[m] dacta [data?] p[er] iulianu[m] buccolini conventui ad curia’[m] qua[n]da[m] bestia[m] r[es]p[ect]u d[ic]ti .a.d. [?] propter oppositione[m]

ei facta[m] ab hominib[us] d[ic]ti (….)

Sup[er] quib[us] om[ni]b[us].

Eloquens vir Ber[nardin]us faleschus un[us] ex d[ic]to n[umer]o ut s[upr]a existens iurat[us] utilia co[n]sulen[da] censuit sup[er] p[re]p[os]ita q[uo]d p[er] R[everendissi]mu[m] [?] seu p[er] provinciale[m] p[ro]videat ideò conventu[m] de bona et p[er]fecta familia p[ro]ut ei

videbit[ur] q[uo]d ecc[lesia] sit bene officiata, bona convent[us] rege[re], et po =

pulus satisfact[us] excluden[do] d[e] ipsa familia fr[at]res coterraneos q[ui]

nullo mo[do] in d[ic]to conventu p[er]maneat, sed foras mictant[ur] [mittantur].

providus vir frascus [francescus] ubertullus alter ex d[ic]to n[umer]o iurat[us] censuit

sup[er] d[ic]ta p[re]p[os]ita q[uo]d p[er] R[everendissi]mu[m] [?] seu p[er] provinciale[m] d[e]putet,

eligat i[n] guardianu[m] d[ic]ti convent[us] unu[m] p[at]rem q[ui] sit mag[is] et bare

vite, seunq[ue] sabeat, et teneat una[m] familia[m] bona[m], et

exemplarem.

Spectabilis vir Thomas agnetinus alter ex d[ic]to n[umer]o ideo c[on]s[ensu]it.

iurat[us] .a.d. censuit sup[er] d[ic]ta p[re]p[os]ita q[uo]d p[er] R[everendissi]m[u]m [?] iulianu[m]

co[m]missariu[m] anted[ic]tu[m] ad custodia[m], et guberniu[m] d[ic]ti convent[us] eligat, et d[e]putet i[n] absentia p[at]ris R[everendissi]mi ac p[ro]vincialis, unu[m] p[at]rem idoneu[m] ad

guberniu[m], bone vite, et exe[m]plaris associan ideo ihu [?] de bona et

p[er]fecta familia q[uod] si talis no[n] erit ut co[m]munitas ac populus desiderat,

ipsa co[m]munitas p[er] alia[m] via[m] p[ro]videat .a.d. et fr[atr]es coterranei nullo mo[do] p[er]maneant p[er]mictat ipse R[everendissi]m[u]s com[missarius] sed eos foras mictant[ur].

Mag[iste]r d. marinus cristofori alter ex d[ic]ta creden[tia] iurat[us]. censens co[n]ster= nante[m] co[n]scientia[m] ……, subden[s] q[uo]d p[er] mictatur qua[m] germani

guardiani p[er] mortu[m] pat[re]m debet p[ro]pter burla[m] et alia pecc[at]a co[m]missa

facit q[uo]d co[m]munitatem .a.d. ipsa co[m]munitas diricte [?] remictat spectas [?] ac ad arbitriu[m] p[at]ris R[everendissi]mi, et suor[um] alior[um] sup[er]ior[um].

Sup[er] 2.ª aut[em] p[re]p[os]ita censuit ut prior[es] sollicite[n]t m[at]eriam p[ro]ceden[di] p[er] [?] ..denar soier [er]re d[e]terminato d[e] d[ic]ta offe[n]sa facta, et exeq[uatur] p[er] iuris fuerit .a.d. ad puidcat p[er] curia[m] p[ro]pter p[un]iti[on]e[m] ut malefacto= r

es puniantur .a.d.

camill[us] evag[elista] p[er] salleronen[sem] canc[ellarius].”

Sintesi del contenuto:

Il documento registra una riunione del consiglio cittadino della Terra di Lauro ovvero Loro Piceno, in cui si discute della gestione (gubernium) della chiesa e del convento di San Francesco. Durante l'adunanza, Bernardino Faleschi suggerisce che il Padre Provinciale dell'ordine intervenga per assegnare al convento una buona e perfetta famiglia di religiosi validi, chiedendo esplicitamente di escludere i frati originari del luogo (fratres coterraneos), i quali non dovrebbero rimanere nel convento ma essere mandati fuori. Francesco Ubertulli concorda con questa linea, raccomandando che venga scelto come Guardiano un padre di specchiata vita che mantenga una comunità esemplare. Il consiglio lancia quindi un vero e proprio ultimatum alla comunità religiosa: se il Commissario Fra Giuliano non assegnerà una famiglia perfetta come desiderato dal popolo, la comunità provvederà per altra via. Viene ripetuto con forza che i frati locali non devono assolutamente rimanere nel convento e devono essere mandati via (foras mittantur), poiché all'epoca erano spesso visti come fonte di distrazione o troppo legati agli interessi delle proprie famiglie d'origine anziché alla regola. Nel verbale si accenna inoltre a burle e altri peccati commessi (propter burlam et alia peccata commissa) che hanno turbato la cittadinanza, giustificando così il rigore della richiesta; nella parte finale si dispone infatti di procedere per via legale o tramite editti affinché i malfattori siano puniti (malefactores puniantur). Il documento è infine chiuso dal cancelliere Camillo Evangelista.

Dai documenti d’archivio emerge una dettagliata cronaca della gestione della Chiesa e del Convento di San Francesco nella Terra di Lauro. In particolare, in data 5 novembre 1570, viene citata la presenza di una "cassa d’archi" situata nella sacrestia. Il testo, integrato da una nota marginale più recente, specifica che tale cassa (forse un reliquiario o un pregiato arredo sacro) era stata precedentemente conservata presso l'Altare del Santo e in seguito posta e sistemata nella sede attuale dal priore successore Adamo Camilli2.

“7° qd videt: ico parsto d cassa siflette i sacristia ecc ti

Franci et ene posia et ... p priori n’te.. idemo camilli

Co’ni i‘ga ade cano ora idis i”

L’attenzione della cittadina al convento di San Francesco è sempre presente e il 6 aprile 1578 torna nuovamente la questione del governo del convento: il parlamento si impegna a ricorrere ai superiori dell’ordine per “raccomandarer chel convento di S. Francesco sia governato rectamente e non da discoli come sono li frati della terra3.

I Frati Minori Conventuali di San Francesco compaiono frequentemente nei registri storici di Loro Piceno, non solo per il ruolo centrale della loro chiesa nella comunità, ma anche per le tensioni nate durante il Seicento a causa del loro rifiuto di versare le tasse sui beni acquisiti. In particolare, nel Registro dei Parlamenti (1600-1608)4, alla seduta del 27 dicembre 1607, si esamina la "difficoltà" e l'obbligo relativo a un pagamento dovuto dai religiosi con scadenza al 1° maggio. Per risolvere la questione, l'amministrazione suggerisce una strategia precisa:

  • Approfittare della celebrazione del Capitolo Generale a Roma per riferire la situazione direttamente ai superiori dei frati.
  • Esporre con fermezza le "ragioni del pubblico" affinché alla comunità non venga fatto "torto" e siano rispettate le giurisdizioni locali.
  • Inviare a Roma una o due persone competenti e "informate", a spese della comunità, per sostenere la causa ed evitare che i frati "ardiscano occupare le giurisditioni" pubbliche.

“...che non vadino più oltre et li frati di san francesco la rice-

veranno d[el] prim[o] de maggio de la quale è trattato

altre volte dico che è bene di riferire il tutto alli

superiori particularmente hora che si fa il loro capi-

tolo a Roma et si esponghino a loro le ragioni del

pub[li]co in quel meglior modo sarà possibile affine si

mantenga nelle sue ragioni et non se gli facci

torto et mi si ottenga l'intento con maggior

vantaggio dico sia bene di farlo sapere con lettere

ma anco si mandino uno o dui homini informati

a spese del pub[li]co … meglio et con più util … si esp-

onghino le mie … ragioni quale eletto ha letto

farlo alli priori che in questo modo se n'è riporta

vittoria come p[er] le mie bone ragioni se spera chiudere

la via ad altri che ardiscano occupare le giurisditioni

et ragioni d[el] pub[li]co et si perde tempo in ogni

modo poco importa se si spende qualche tanto poiché

si fa p[er] manutenere le mie ragioni et...

…..

(Sottoscrizione) Confermo le consulte rese da p[ar]te hora m[esser]...

et aggiungo che per manutentione de le giurisditioni

et ragioni de detto pub[li]co nella difficoltà che ha

con li Frati de S. Francisco dico si facci ogni aiuto.”

Nel corso del XVIII secolo, il convento di San Francesco di Loro Piceno visse il suo periodo di massimo splendore intellettuale e spirituale. Il fulcro di questa rinascita fu l'istituzione di una prestigiosa Scuola di Filosofia e Teologia Morale e Speculativa, diretta per numerosi anni dal dotto lorese Padre Gaetano Marcucci.

L'orientamento didattico della scuola era caratterizzato da un profondo equilibrio speculativo: univa l'indagine razionale e filosofica, figlia del pensiero illuminato, con la rivelazione teologica e collegava la teoria morale alla prassi quotidiana, influenzando la formazione culturale della comunità locale.

L'importanza istituzionale di questa scuola è testimoniata dai verbali amministrativi dell'epoca. Di seguito, la trascrizione del primo punto all'ordine del giorno della seduta del 17 Aprile 17125:

"1. Ponendosi al d[itto] di mand[ar]e l'ord[in]e di farsi un pub[lico] (...) in quel Consiglio di nome li Sig[no]ri (....)

dell'ord[in]e del d[et]to Fran[ces]co (...) p[er] l'off[ici]o di quello che 

(...) del Rev[eren]do Marcucci, e da (...)(....)

Scuola, e (...) li debba fare

l’Ufitio del Reverendo e qll cura

che uno (...) (...) (...) ord[in]e 

le quali leggie, e più le pare di appia

nare dignità.”

Il documento attesta il diretto coinvolgimento delle autorità civili nella gestione della struttura educativa infatti il Consiglio sta deliberando la scelta di una figura specifica (un deputato o amministratore) incaricata di sovrintendere alla Scuola.

Bibliografia e note

Archivio Storico Comunale di Loro Piceno, Parlamenti dal maggio 1570 al febbraio 1573, pag. 10 - pag. 11.

2 Archivio Storico Comunale di Loro Piceno, Parlamenti dal maggio 1570 al febbraio 1573, pag. 93.

3 Archivio Storico Comunale di Loro Piceno, Parlamenti maggio 1575 - aprile 1580, pag. 251.

4 Archivio Storico Comunale di Loro Piceno, Parlamenti (Liber Decretorum) 1600 - 1608, pag. 326

5 Archivio Storico Comunale di Loro Piceno, Libro dei consigli e parlamenti della comunità di Loro 1709 - 1713, pag. 175


Altre fonti:

Loro Piceno, 1998, Consolati, Mucci, Nalli pp. 158-163 http://id.sbn.it/bid/CFI0418553

Risorse collegate
Libro dei consigli e parlamenti della comunità di Loro 1709 - 1713
Archivio Storico di Loro Piceno

Libro dei consigli e parlamenti della comunità di Loro 1709 - 1713

Parlamenti e consigli 1709 - 1713
Volume 236 pagine
Parlamenti dal maggio 1570 al febbraio 1573
Archivio Storico di Loro Piceno

Parlamenti dal maggio 1570 al febbraio 1573

Parlamenti maggio 1570 - febbraio 1573
Volume 488 pagine
Parlamenti maggio 1575 - aprile 1580
Archivio Storico di Loro Piceno

Parlamenti maggio 1575 - aprile 1580

Parlamenti maggio 1575 - aprile 1580
Volume 404 pagine
Parlamenti (Liber Decretorum) 1600 - 1608
Archivio Storico di Loro Piceno

Parlamenti (Liber Decretorum) 1600 - 1608

Parlamenti 1600-1608
Volume 384 pagine