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Le sono dei grandi volumi in cui sono raccolte tutte le decisioni prese dai consigli cittadini, offrono quindi uno spaccato della vita del tempo, dalle decisioni più importanti alle . Aprendo uno di questi volumi si può apprezzare la maestria degli scrittori, la regolarità della grafia e la cura con cui venivano compilati gli atti. Un dettaglio particolarmente curioso è la firma del notaio o , spesso trasformata in una sorta di simbolo o “logo” personale, posto di solito nelle prime pagine del registro unito a una frase che lo rappresenta. Nelle prime pagine delle Riformanze del 1564-1566 colpisce una scelta tutt’altro che scontata: il Cancelliere che ha redatto il volume sente il bisogno di aprire il testo con un’introduzione, quasi a prendere per mano il lettore. Non lo fa però in modo formale, ma mettendo in scena un vivace dialogo tra chi scrive e chi legge. In questo scambio, il Cancelliere non solo chiarisce la natura delle Riformanze e ciò che si troverà nelle pagine successive, ma decide anche di esplicitare la propria identità, firmando il testo con il suo nome e il suo segno distintivo, che ricompaiono in chiusura. Ne nasce una sorta di botta e risposta arguto, in cui lo scrittore anticipa il contenuto del volume e offre al lettore le chiavi essenziali per orientarsi nella lettura. Tra queste, non manca un’indicazione pratica ma fondamentale: l’avvertimento che le informazioni più recenti si trovano proprio nelle prime pagine, quasi a suggerire un percorso di lettura consapevole e guidato.
Di seguito la trascrizione a vista di queste prime due pagine1:
“Dialogus inter scriptorem gntis libris et
Lectorem eiusdem
Scrittor: Lector, che questo libro vai voltando
dimme de grazia horsu dimme che vai
s’io tel dico senza più andar cercando
Lettore: Vorrei saper s’è lecita tra noi,
questa dimanda; e se tu mel poi dir
e si l’habbia scritto; horsu dillo si poi,
Scrit.re: Tu vai burlando opur fai per sentire
no’ cagnosci, la man, si no sei pazzo
tu lo poi giudicar senza il mio dire
Ma poi che de saperlo sai gran solazzo
Ascolta mi verita questo e il mio nome
E de chi l ha scritto: è Giampaolo palazzo
Lettor: L’ho cognosco si ben ma dimme come
Se chiama il libro, e poi da laltra parte
Che cosa e scritto ni tanto gran volume.
Scr.re: Reformanze se chiama, e in queste carte
Son molte cose de cancelleria
E s’ inteder’ le potrai di sei carte
In prima troverai la quartania
De Conseglieri ordine descritti
E s’a tempo godon poi la signoria
(pagina seguente)2
Sonno consegli; addunanze, homini eletti
de molte cose; l’espeditione
Ce son varie preposte e variy detti
De molti bandi son commissione
De vender grani, gabelle; e proventi
Che (…) prombetto appar relatione
Ce troverai piu sorte de instrumenti
De piu persone ce son segnati tutte
Letione, le refirma i giuramenti
Legendo troverai in la prima parte
L ultimo mese (…) sessanta quattro
Son cominciate a scriver queste carte.
Mo’ piu ch’io noi lascarte
A maggior fede de quanto ho detto io
Qui sotto ho posto il segno e il nome mio
Signum mei Jovis pauli palaziy de serra comitu canc”
Parafrasi del Dialogo
SCRITTORE: "Lettore, tu che stai sfogliando questo libro, dimmi per cortesia, suvvia, dimmi che cosa vai cercando: se me lo dici, eviterai di cercare a vuoto."
LETTORE: "Vorrei sapere, se è lecito tra noi farvi questa domanda, chi sia l'autore di questo scritto; ditemelo ora, se potete."
SCRITTORE: "Tu scherzi o forse vuoi mettermi alla prova? Non riconosci la mano (la grafia)? Se non sei pazzo, puoi giudicare da solo senza che io parli. Ma poiché so che provi piacere nel saperlo, ascolta la verità e il mio nome. L'autore è Giampaolo Palazzo."
LETTORE: "Ora lo riconosco bene, ma ditemi come si chiama il libro e, d'altra parte, quale sia il contenuto di un volume così grande."
SCRITTORE: "Si chiama 'Reformanze' e in queste carte sono contenute molte questioni di cancelleria. E se vorrai comprenderle, potrai farlo leggendo queste pagine. All'inizio troverai l'elenco dei Consiglieri descritti in ordine; vedrai come si alternano nel tempo al governo (la Signoria). Vi sono i verbali dei consigli, delle adunanze e degli uomini eletti per sbrigare molte faccende; le spedizioni, varie proposte e diverse sentenze. Troverai commissioni su molti bandi, sulla vendita del grano, sulle tasse (gabelle) e sulle entrate che promettono un resoconto chiaro. Vi troverai molti tipi di atti notarili (instrumenti) firmati da diverse persone, le letture, le riforme e i giuramenti. Leggendo troverai che queste carte iniziarono a essere scritte nell'ultimo mese del [15]64. Ora non ci resta che lasciarle a te."
A conferma di quanto ho dichiarato, ho apposto qui sotto il mio segno e il mio nome.
Firma del Cancelliere Giampaolo Palazzo di Serra
In pochi versi riassume un intero sistema di governo locale (tasse, grano, consigli, nomine), rendendo il documento una fotografia vivida della vita civile dell'epoca.
1 Archivio Storico di Treia, Riformanze 1564 - 1566, pag. 5.
2 Archivio Storico di Treia, Riformanze 1564 - 1566, pag. 6.