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COMUNE LORO PICENO
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A Loro Piceno erano presenti diverse comunità religiose, tra queste i frati dell’ordine dei Cappuccini, la cui chiesa era ed è intitolata a Sant’Antonio da Padova. Si parla per la prima volta dei frati Cappuccini nel Libro I dei parlamenti riferito agli anni 1567-1570, nello specifico nel giorno 7 febbraio 15691.
Nella riunione del 6 febbraio 1571 tra gli altri punti si fa riferimento, come suggerisce la nota al lato della pagina, alla fabbrica del convento dei padri Cappuccini.
Ecco la trascrizione2:
“Et con(venerut) co(muni)tas cessit i(n)’ p(ro)tectione(m) religione’(m) cappucinor(um) ad cuius usu’ (m)
P(at)ierit a(m)pliari nelle locu’(m), et co(n)ventu(m) facere. et ut locu(m) ipse,
a fabrica’(m) nell’ a comes fieri, valeat maiori celeritate. censuit q(uod) co(muni)tas
ad fabrica’ pocas det, attribuat, et concedat lapides d(ic)te Turris magne
dimolite no(n) obstant. uni fabrice ac stru(ctur)e ipsius ido loco pro(ro)po-
… pa coitas iper an..’, et favore pret, ac …..
locu subveniat dtis necessarijs.”
Traduzione:
"E convennero che la comunità si ponesse a protezione dell'ordine dei Cappuccini, per l'uso dei quali [la comunità] acconsentì che si volesse ampliare il luogo e costruire il convento. E affinché tale luogo possa procedere nella costruzione con maggiore celerità, [il Consiglio] deliberò che la comunità dia, attribuisca e conceda le pietre della detta 'Torre Grande' demolita, nonostante [qualsiasi impedimento]. [Ciò] a vantaggio della fabbrica e della struttura della stessa in un luogo idoneo... affinché la comunità [aiuti] con favore e sostenga il luogo per le suddette necessità."
In questo frammento si capisce che il Comune decide di sostenere attivamente la costruzione del convento dei Frati Cappuccini. Per accelerare i lavori "maiori celeritate", il Consiglio delibera di donare ai frati le pietre della "Turris Magne demolite" (la Grande Torre demolita). Quindi i resti dell’antica torre furono riutilizzati come materiale da costruzione per il nuovo edificio religioso francescano.
Dal verbale dell’ultimo giorno di settembre del 1571, quindi del 30, sappiamo che era intenzione del parlamento trasportare al nuovo convento dei cappuccini la campana della chiesa di San Rocco3.
I cittadini di Loro tenevano al loro convento e alla comunità cappuccina; infatti, da verbali successivi sappiamo che ci furono delle giornate di lavoro gratuite per costruire le stanze ai frati (vol I 1570-73 cc 176, 177), ma anche le donazioni di pane, olio, carne e coperte ai religiosi4.
Tra le figure di spicco dei frati Cappuccini legati alla città ci sono Padre Costantino nato proprio a Loro Piceno e missionario in Tibet e Padre Anton Angelo, anch’egli lorese, che si distinse per le sue predicazioni e capacità di trasmettere la fede nella popolazione, tanto che il governo chiese alla Congregazione di farlo restare per sempre a Loro Piceno in quanto “sacerdote sì esemplare da invidiarsi dall’intera provincia” (Consigli, 1786-91, c 62r)5. I frati Cappuccini rimasero a Loro Piceno fino al 31 ottobre 1887, dopodiché gran parte di quello che era il loro orto divenne pubblico cimitero.
L’esperienza dei Frati Minori Cappuccini affonda le sue radici nel cuore delle Marche e nasce nel pieno del Cinquecento, quando alcuni frati francescani sentirono il desiderio di tornare a una vita più povera, eremitica e contemplativa. Proprio nelle Marche, a Camerino, grazie anche al sostegno della duchessa Caterina Cibo, essi ottennero da papa Clemente VII la bolla Religionis zelus (1528), con cui veniva ufficialmente riconosciuta la riforma cappuccina: il convento di Renacavata di Camerino è per questo considerato la culla dell’Ordine. La Provincia cappuccina delle Marche fu poi eretta ufficialmente nel 1535, segno della rapida diffusione di questa nuova forma di vita francescana nel territorio.
Quando i Cappuccini giungono a Loro, il contesto storico è quello decisivo della seconda metà del Cinquecento: gli anni della battaglia di Lepanto (1571), del clima della Controriforma e del pontificato di papa Pio V, grande promotore del rinnovamento spirituale della Chiesa. L’arrivo dei Cappuccini si inserisce quindi pienamente in questa stagione di riforma religiosa, missione e predicazione popolare, in cui il legame con il papato e con il progetto di rinnovamento cattolico risulta particolarmente significativo.
1 Archivio Storico Comunale di Loro Piceno, Parlamenti dal 1567 al 1570, pag. 110.
2 Archivio Storico Comunale di Loro Piceno, Parlamenti dal maggio 1570 al febbraio 1573, pag. 116.
3 Archivio Storico Comunale di Loro Piceno, Parlamenti dal maggio 1570 al febbraio 1573, pag. 197.
4 Archivio Storico Comunale di Loro Piceno, Parlamenti dal maggio 1570 al febbraio 1573, pag. 349.
5 Archivio Storico Comunale di Loro Piceno, Libro dei consigli 1786 - 1796, pag. 124.
Altre Fonti:
http://id.sbn.it/bid/CFI0418553 Loro Piceno 1998, Consolati, Mucci, Nalli pp. 164-167
https://www.terradeifioretti.it/conventi-frati-minori-cappuccini/