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Malate, internate, sorvegliate

La gestione della salute femminile nel campo di concentramento di Pollenza

Tra i campi di concentramento della provincia di Macerata, "Villa Lauri" offriva la situazione migliore. Tuttavia, la salute generale delle internate era molto precaria. Molte donne arrivavano già molto deboli, mentre altre si ammalavano a causa delle privazioni e della malnutrizione subite durante la prigionia. Le patologie più diffuse erano: malattie respiratorie e (particolarmente frequente e talvolta mortale), ma anche disturbi cardiaci e . L'assistenza sanitaria ordinaria era affidata ai medici condotti, ma l'accesso a cure più complesse era ostacolato dalla burocrazia; infatti, le malate venivano ricoverate all'ospedale o al di Macerata solo se ritenute "contagiose". In caso contrario, restavano all'interno del campo. I ricoveri, le visite specialistiche (anche private) e l'acquisto di medicinali particolari richiedevano l'autorizzazione preventiva del Ministero dell'Interno, salvo nei casi di assoluta urgenza.

Nel campo di concentramento ogni aspetto della vita era sottoposto a un rigido controllo, in particolare quello sanitario. Le internate che manifestavano malesseri o richiedevano visite e ricoveri venivano spesso sospettate di simulare l'infermità al solo scopo di allontanarsi dal campo. Come emerge dai documenti1, il Comune raccomandava all'ospedale civile di vigilare affinché la degenza dell'internata fosse limitata al tempo strettamente necessario per le cure. Di conseguenza, sia la somministrazione di farmaci specifici sia i ricoveri dovevano essere tassativamente autorizzati dalla Questura, a conferma del totale controllo esercitato dalle autorità.

Attraverso un documento ufficiale2, il podestà di Pollenza impartì istruzioni al dott. Valframo Spilimbergo e all'Amministrazione dell'Ospedale Civile sul protocollo da seguire in caso di malattia delle internate. La tutela sanitaria delle prigioniere spettava in primis al medico condotto, la cui priorità non era tanto l'assistenza terapeutica modernamente intesa, quanto il contenimento dei rischi: l'obiettivo era evitare l'aggravarsi delle condizioni cliniche e il conseguente ricovero ospedaliero. Fu proprio il dott. Spilimbergo a sollecitare la revisione della razione giornaliera di pane, curandone la qualità e la cottura a fini igienico-sanitari. (vedi storia collegata). Il Podestà richiede che le dimissioni dall'ospedale delle donne internate nel campo di concentramento di Villa lauri vengano segnalate allo stesso giorno in cui avvengono. Le ordinanze di ricovero devono essere inviate all'Ufficio comunale prima che le malate vengano effettivamente ricoverate. Le disposizioni, sollecitate dalla Regia Questura di Macerata, servono ad evitare ritardi burocratici o sviste nell'espletamento delle pratiche di spedalità riguardanti le internate.

È sufficiente analizzare i documenti di trasporto e di registro delle presenze del campo per rilevare diverse questioni legate alla situazione sanitaria.

Tra le carte contabili e i documenti burocratici dell'epoca emerge la vicenda di Giovanna Buscemi, nata a Venezia il 29 ottobre 1898 e giunta al campo di concentramento di Pollenza il 22 dicembre 19403. Sappiamo dal documento della direzione del campo del 31 marzo4 che Giovanna Buscemi fu portata al di Macerata il 15 marzo e che il viaggio dal campo di concentramento al Manicomio fatto dall’autista Antonio Dignani è costato 45 Lire. Purtroppo, non abbiamo notizie circa il motivo del suo trasferimento. Nello stesso viene specificato che poi il rimborso e tutte le altre spese saranno a carico dell’internata, che risulta avere una cassetta di sicurezza con denaro liquido e una “casa ben ammobiliata e provvista” a Palermo. L'analisi documentale fa emergere una singolare incongruenza: definita inizialmente non abbiente, la donna risulta in seguito proprietaria di alcuni beni. Sebbene sfugga la dinamica attraverso cui tale patrimonio sia stato scoperto, il caso rispecchia una condizione diffusa, segnata dalla totale spoliazione dei beni materiali imposta a queste donne.

Nei documenti ufficiali la Buscemi viene definita alternativamente "alienata" o "demente". In base alla legge n. 36 del 1904, la misura del ricovero coatto scattava per chiunque fosse ritenuto "pericoloso a sé o agli altri" o causa di "pubblico scandalo". Durante il regime fascista, questo impianto medico-legale viene impiegato per reprimere qualsiasi condotta non conforme al modello della "sposa e madre esemplare": la devianza o la ribellione femminile vengono così catalogate come patologie mentali, privando la persona dei diritti civili e della dignità, tanto da utilizzare appellativi svilenti nei documenti ufficiali. 

La permanenza di Giovanna in manicomio si conclude il 17 luglio 19415 con il rientro al campo di Pollenza, da cui uscirà definitivamente il 4 novembre 19426. A differenza del programma di eliminazione fisica adottato dal nazismo, il sistema psichiatrico fascista persegue il reinquadramento sociale e il mantenimento dell'ordine pubblico. Le dimissioni avvengono di norma per tre fattori principali: il raggiungimento della docilità della paziente a seguito dei trattamenti, l'affidamento alla custodia della famiglia patriarcale o l'esigenza delle strutture sanitarie di ridurre i costi e il sovraffollamento in periodo di guerra.

Il percorso della Buscemi illustra il meccanismo combinato di campo e manicomio: il primo isola il soggetto sul piano politico e sociale, mentre il secondo ne neutralizza la psiche per reinserirlo, una volta reso innocuo, nella sfera privata.

La documentazione d'archivio restituisce una serie di storie di malattia e assistenza sanitaria, tra degenze e dimissioni: dal ricovero di Marinze Odinea per un'ipertrofia epatica febbrile a quello di Schimeiman Dozia per enterocolite7, dalle iniezioni prescritte a Cattadori Simona e Freneau Natalia8 fino all'intervento d'urgenza per l'appendicite acuta di Bice Beretta9

Un capitolo a parte riguarda le cure odontoiatriche. Di norma a carico delle recluse, tranne nei casi di comprovata povertà coperti dallo Stato, questi trattamenti richiedevano lo spostamento a Macerata o nei centri vicini. L'elevato numero di richieste lascia ipotizzare che le visite venissero usate come pretesto per uscire dal campo: a Pollenza si temeva infatti che le internate ex jugoslave le sfruttassero per incontrare gli uomini reclusi a Urbisaglia. Anche quando il quadro clinico era severo, come per Ida Jardas, ricoverata d'urgenza il 23 ottobre 194010 per una periostite mascellare che l'infermeria interna non poteva gestire, l'aspetto prioritario rimaneva quello finanziario. A tal proposito, fu il podestà stesso a chiarire alla direzione dell'ospedale11 che le spese non spettavano al Comune, ma alla Regia Prefettura, responsabile delle spese per i cittadini stranieri pur se domiciliati nel territorio nazionale.

L’analisi della situazione sanitaria a Villa Lauri evidenzia un sistema in cui la cura medica non rispondeva a un principio di tutela della persona, bensì a una rigida logica di controllo burocratico e contabile. Tra il sospetto costante di simulazione, l'incubo della tubercolosi e la gestione verticistica delle autorizzazioni ministeriali, la salute delle internate fu subordinata alle esigenze di sicurezza e di bilancio dello Stato fascista. Vicende come quella di Giovanna Buscemi testimoniano come il confine tra l'assistenza, l'isolamento e la rimozione dal campo fosse estremamente sottile, confermando la precarietà materiale ed umana a cui queste donne erano condannate.

Bibliografia e note

1 Archivio Storico di Pollenza, Ricovero El Aid Uga di Enrico, carta1r.

2 Archivio Storico di Pollenza, Comunicazione spedalità internate, carta 1r.

3 Archivio Storico di Pollenza, Variazioni campo di concentramento 1-31 dicembre 1940, carta1r.

4 Archivio Storico di Pollenza, Trasporto Giovanna Buscemi di fu Antonio, carta1r.

5 Archivio Storico di Pollenza, Variazioni campo 16-31 luglio 1941, carta1r.

6 Archivio Storico di Pollenza, Variazioni campo 1-15 novembre 1942, carta1r.

7 Archivio Storico di Pollenza, Ricovero in ospedale 4 settembre 1940, carta1r.

8 Archivio Storico di Pollenza, Spese mediche Cattadori Simona e Freneau Natalia, carta1r.

9 Archivio Storico di Pollenza, Ricovero Beretta Bice figlia di fu Giuseppe, carta1r.

10 Archivio Storico di Pollenza, Ricovero Jardas Ida fu Francesco, carta1r.

11 Archivio Storico di Pollenza, Ricovero Jardas Ida fu Francesco, carta1r.


Altre fonti: 

“Di dubbia condotta morale e politica”. L’internamento femminile in Italia durante la Seconda guerra mondiale di Annalisa Cegna in DEP deportate, esuli, profughe. Rivista telematica di studi sulla memoria femminile.

Risorse collegate
Variazioni campo di concentramento 1-31 dicembre 1940
Archivio Storico di Pollenza

Variazioni campo di concentramento 1-31 dicembre 1940

Pollenza
Documento 2 pagine
Ricovero Jardas Ida fu Francesco
Archivio Storico di Pollenza

Ricovero Jardas Ida fu Francesco

Macerata 23 ottobre 1940
Documento 2 pagine
Ricovero Jardas Ida fu Francesco
Archivio Storico di Pollenza

Ricovero Jardas Ida fu Francesco

Pollenza 23 ottobre 1940
Documento 2 pagine
Comunicazione spedalità internate
Archivio Storico di Pollenza

Comunicazione spedalità internate

Pollenza 23 ottobre 1940
Documento 2 pagine
Ricovero in ospedale 4 settembre 1940
Archivio Storico di Pollenza

Ricovero in ospedale 4 settembre 1940

Pollenza 4 settembre 1940
Documento 2 pagine
Ricovero El Aid Uga di Enrico
Archivio Storico di Pollenza

Ricovero El Aid Uga di Enrico

9 ottobre 1940
Documento 2 pagine
Ricovero Beretta Bice figlia di fu Giuseppe
Archivio Storico di Pollenza

Ricovero Beretta Bice figlia di fu Giuseppe

Macerata 9 ottobre 1940
Documento 2 pagine
Variazioni campo 16-31 luglio 1941
Archivio Storico di Pollenza

Variazioni campo 16-31 luglio 1941

Pollenza dopo 31 luglio 1941
Documento 2 pagine
Spese mediche Cattadori Simona e Freneau Natalia
Archivio Storico di Pollenza

Spese mediche Cattadori Simona e Freneau Natalia

Macerata 3 febbraio 1941
Documento 2 pagine
Trasporto Giovanna Buscemi di fu Antonio
Archivio Storico di Pollenza

Trasporto Giovanna Buscemi di fu Antonio

Pollenza 31 marzo 1941
Documento 2 pagine
Variazioni campo 1-15 novembre 1942
Archivio Storico di Pollenza

Variazioni campo 1-15 novembre 1942

Pollenza dopo 16 novembre 1942
Documento 2 pagine